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DIONISIO DA PRA

LA CODA DEL DIAVOLO
Romanzo

F.to 14x21 pp. 154, Euro 15,00
(Ed. 06/2012) Cod. ISBN 978-88-6273-431-8

 

IL TESTO E L’AUTORE

  Una tesi non priva di fascino emerge dalle pagine de La coda del diavolo: nel profondo medioevo si celano le radici di avvenimenti che turbano il presente. Può una scuola teologica ingenerare comportamenti incompatibili con le più nobili e profonde speculazioni? Sullo sfondo si profilano personaggi storici, alcuni inquietanti. Un amore senza tempo, il lirismo di un poeta, momenti che rasentano la comicità, personaggi stravaganti, scambi di opinioni e accese dispute contrappuntano l’imperversare del mistero e della tragedia. L’imprevedibile incalza e si accampa nel finale.

Fin dalle letture giovanili, l’autore annotava i passi capaci di commuoverlo per la bellezza icastica o l’efficacia espressiva. L’ingordigia verso le pagine che giudicava modelli di riferimento non lo portò all’assuefazione, ma prese in parte a mutare nel bisogno di cimentarsi nell’uso creativo della penna. Un suo cassetto traboccava di quaderni, zeppi di poesie. All’età di quattordici anni, messo in castigo dalle muse, scrisse racconti, spesso ambientati in paesi esotici. Collaborò, più avanti, a due periodici con articoli di pedagogia e filosofia e, in anni più recenti, produsse testi di critica d’arte. Ricordiamo i suoi romanzi, coronati nei premi letterari e accolti dalla critica con giudizi encomiastici: Il velluto di Utrecht, Alla mia gatta piace Beethoven, Io, Maddalena?, Picchio Spada, Tonga Tonga!, Il bandolo e l’enigma. Racconti premiati allo stato di inediti comparvero in un volume intitolato L’incubo del ritrattista.