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MARIA TORE

D'AMORE
E D'ALTRO POCO
Prefazione di Maria Grazia Lenisa


F.to 14x21, pp. 72, Euro 6,00
(Ed. 05/2002) Cod. ISBN 88-8185-467-8

 

 IL LIBRO E L'AUTRICE

  " D’amore e d’altro poco contempla l’attrazione fisica e intellettuale tra donna e uomo nel periodo fecondo dei desideri e nel lento scarnirsi degli stessi, quando la vita non è più "una distesa verde".
  Questo che io considero un poema, si apre con bellissime quartine che si servono, alla maniera antica, di una invocazione, non alla Musa ma a Dio. C’è, qui, la necessità fortissima di avvalersi della forma quasi a fermare la frenesia nel flusso del tempo che passa e potrebbe indebolire l’ispirazione. La forma quindi vuol catturare la vita ed il proposito è preciso: il tragico delle quartine, a sua volta, allontana ogni supposizione di manierismo:

Dentro di me l’amore più non scorre
il sogno ora si ghiaccia nelle vene
la vita è fuori, io son nella torre
in questa gabbia che ormai mi contiene.

  Rima e ritmo hanno una funzione biologica, quella di rigenerare il sogno della vita: si noti che ‘la torre’ per questa donna non è stato il matrimonio ma lo è la solitudine, questo timore di non riuscire con i suoi occhi a vedere la bellezza del mondo.
  Ecco che Maria Tore, per attraversare il deserto, ricorre alla poesia come medicina, ma non come illusione, piuttosto navicella spaziale di una Fede che la porti lontano.
                                                                Maria Grazia Lenisa (dalla prefazione)

  MARIA TORE BARBINA, di padre sardo e madre carnica, è nata e vive ad Udine.
  Laureata in Lettere classiche presso l’Università degli Studi di Trieste, è stata docente di Materie letterarie, assistente di Letteratura latina e medievale all’Università degli Studi di Trieste e docente di Paleografia latina all’Università degli Studi di Udine; ha insegnato Traduzione letteraria nei Corsi per traduttori e interpreti dell’Università di Udine.
  Si interessa di critica letteraria e in particolare del problema della lingua e della letteratura friulana e della questione femminile.
  Oltre a studi di filologia classica, paleografia latina e storia friulana ha pubblicato:
  Dizionario pratico e illustrato Italiano-Friulano, Istituto per l’Enciclopedia del Friuli-Venezia Giulia, Udine, 1980; Scrittrici contemporanee in Friuli, Rebellato, Torre di Mosto, 1984 (con A. Nicoloso Ciceri); La condizione femminile da documenti friulani dell’età dei castelli in "Castelli del Friuli", 7, (a cura di T. Miotti), Udine, 1988; Vocabolario della lingua friulana. Italiano-Friulano, Verbi Editore, Udine, 1991; Diplomi del monastero benedettino di S. Maria di Aquileia (Biblioteca Comunale di Verona, ms. 707), Gruppo Archeologico Aquileiese, Aquileia, 2000; Oltre il silenzio (postfazione di Maria Grazia Lenisa), dars, Udine, 2001.
  Ha tradotto in friulano:
  Aristofane, Lisistrate, La Nuova Base, Udine, 1985; Gaspara Stampa, Rimis di amôr, La Nuova Base, Udine, 1986; Emily Dickinson, Poesiis, La Nuova Base, Udine, 1986; Geda Jacolutti, Un esperimento dal vivo, La Nuova Base, Udine, 1989.
  Ha scritto per il teatro in prosa e in poesia, in italiano e in friulano.