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ALDO A. MOLA

GELLI E LA P2
FRA CRONACA E STORIA

F.to 16x23, pp. 568, Euro 25,00
(Ed. 12/2008) Cod. ISBN 978-88-6273-097-6

Prezzo € 30,00 ISBN 978-88-6273-120-1
Cartonato con sovraccoperta

 

IL TESTO E L’AUTORE

  Trent’anni orsono Licio Gelli (classe 1919) e la loggia “Propaganda massonica” n. 2 o P2, fondata da Adriano Lemmi nel 1877, caddero sotto pesanti accuse: cospirazione militare e politica, trame criminali, affari sporchi (Sindona, Monsignor Marcinkus, Banco Ambrosiano...). Nel 1981 la P2 venne sciolta perché, si disse, era segreta. Lo era davvero? O quella decisione servì ad avallare la liquidazione del Grande Centro (DC, PSI, PSDI, PRI e PLI) aggirando le urne elettorali? Fu un colpo di Stato bianco? All’opinione italiana e internazionale Gelli venne dipinto come il Mostro. La P2 era il Male Assoluto. Poi, però, una a una le imputazioni furono confutate. Svanirono. Tuttavia ancor oggi il termine “piduista” viene usato come clava per colpire nemici politici, bollandoli come criminali. È accettabile o è un caso di disinformazione continua? Malgrado due anni di indagini della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2, sei diverse relazioni e 120 volumi di Atti, decine di processi, centinaia di libri e migliaia di articoli, molte domande elementari sull’“affare Gelli” attendono risposta convincente: quando e perché nacque la P2? Era o no regolare? Gelli fu solo un millantatore? Che cos’era l’Ompam? E ancora: chi e con quali scopi orchestrò la “madre di tutte le perquisizioni”? La “lista” rinvenuta il 17 marzo 1981 a Castiglion Fibocchi elencava davvero gli affiliati o era solo un brogliaccio? Perché Forlani la tenne tanto a lungo nel cassetto? Molto conduce a concludere che dal 1992 “Mani Pulite” completò l’opera iniziata un decennio prima con l’artificioso scandalo politico della P2: frantumare il Grande Centro. Chi era pronto ad avvantaggiarsene subito? Gli italiani si sono liberati da tanti miti, ma gellismo e piduismo incombono ancora. A chi servono? Perché non esiste una legge sulle associazioni? I massoni in Italia sono conosciuti ma non riconosciuti. Sino a quando rimarranno cittadini “a libertà limitata”? Il Partito democratico e il Partito della Libertà accetteranno tra i propri iscritti anche i Liberi Muratori o rimarranno avvolti nel fantasma della P2, ai margini dell’Occidente? Sulla scorta di trent’anni di studi, l’Autore invita il lettore a liberarsi da un passato che non passa.

  Aldo A. Mola (Cuneo, 1943), Medaglia d’Oro per la Cultura dal 1980, è autore della Storia della massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni (Bompiani,1976) e della Storia della monarchia in Italia (Bompiani, 2001). Dopo volumi e saggi sulla storia del Partito d’Azione, sulla storia del giornalismo e dell’economia italiana, tra altre opere ha pubblicato Giolitti: lo statista della Nuova Italia (Mondadori, 2003; Silvio Pellico: carbonaro, cristiano e profeta della nuova Europa (Bompiani, 2005); Giosue Carducci: scrittore, politico, massone,(Bompiani, 2006); Declino e crollo della monarchia in Italia. I Savoia dall’Unità al referendum del 2 giugno 1946, (Mondadori, 2006). Direttore del Centro per la storia della Massoneria e del Centro “Giovanni Giolitti” , dirige collane di saggi, fra le quali “Massoneria: fonti e studi” (Ed. Arnaldo Forni). Collaboratore di “Hiram” e redattore di “Officinae”, è componente del comitato scientifico del mensile “Storia in Rete”.