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GIUSEPPE VETROMILE INVENTARI APOCRIFI F.to 14x21, pp. 70,
Euro 8,00 |
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IL TESTO E L’AUTORE Il verso di Giuseppe
Vetromile si tende sempre più, fino a lacerarsi, per accogliere, raccogliere quanto
più possibile della ridondanza del mondo che il poeta continua a investigare,
a interrogare intrecciando la propria esistenza con quella della realtà che
lo circonda e, in uno slancio disperatamente panico, dell’universo
stesso. Qui come nelle altre raccolte lo vediamo muoversi fra il
“grigio condominiale”,
“il popolo dei supermercati” e “la leccornia appena
vista alla tivvù”, nell’habitat proprio del “beneamato consumatore”. Enzo
Rega Questa raccolta di
versi di Giuseppe Vetromile, Inventari
apocrifi, si svolge intorno ad un’indagine sul senso del mondo e
della vita, e quindi anche sul senso di sé, sulle curve di un cammino che si
snoda tra “soste”, “voglie” e “speranze di
partenza”. Quindi dialettica tra un io che sta e un io che si sente
proiettato verso avventure dello spirito e dell’anima. Ma anche
dialettica tra l’io e il mondo, tra l’io e la società, tra
l’io che rivendica il proprio essere libero come condizione
inalienabile per la piena realizzazione del progetto di sé, e la società che
tende ad operare condizionamenti insopportabili. Raffaele
Urraro GIUSEPPE VETROMILE è
nato a Napoli il 20 giugno 1949. Risiede attualmente a Sant’Anastasia,
in provincia di Napoli. Ex impiegato Fiat di Pomigliano d’Arco, si è
sempre dedicato alla poesia e alla narrativa, attività che ora svolge con
sempre maggiore impegno ed entusiasmo. |