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IL TESTO E L’AUTORE
Mimė
di Palo ha cominciato molti anni fa a fare poesia attraverso
“ri-creazioni” ardite, colte, “di-vertenti”. Un
po’ per fare il verso ai grandi del passato - specie ai classici -, un
po’ perché i temi della loro poesia non possono, come si diceva, che
essere continuamente “ri-percorsi” e “ri-novati”.
A proposito non possiamo non ricordare le raccolte “Sotto coperta” del 1997 e
“Avanti ma…” del 2001, anch’esse, in parte a loro
modo, ascrivibili alla categoria della poesia “ri-visitazione”,
alla poesia del “ri-cominciamento”.
Adesso, grazie a Mimė di Palo,
ritroviamo due grandi temi: la donna e l’amore. Ecco i due pilastri
della poesia italiana degli inizi, specie del “dolce stil novo”, che conservano tutto il loro antico
fascino. Che ancora si presentano con immutata freschezza.
Mimė di Palo poeta finissimo, che ad
essi č rimasto sensibile per tutta la vita, ce li ripropone oggi, avendo
anche l’astuzia di assumerli “da”
gli originali. Cosė accogliamo come un vero dono questo “Double-face”, breve raccolta di
sonetti d’amore “da Guido
Cavalcanti”, “da
Francesco Petrarca” e “da Torquato Accetto” a cui si
aggiungono altri componimenti svolti “variando e svariando” sul
tema, ma sempre con gusto costruttivo, competenza linguistica e umor caustico.
dalla
prefazione di Gaetano Bucci
Giā professore di italiano e latino nei licei, DOMENICO
DI PALO č nato a Trani, dove vive e
svolge la sua attivitā letteraria.
A lungo impegnato
come pubblicista, nel 1978 ha fondato, e quindi diretto per tredici anni,
“Singolare/Plurale”, un periodico di critica e costume che,
interamente autofinanziato, nella Puglia degli anni
Ottanta č stato un importante strumento di battaglie politiche e di
riflessione letteraria.
Scrive poesie
da cinquanta anni ed ha pubblicato varie raccolte che, ormai decisamente
orientate verso esiti satirici,, sono state bene accolte dalla critica.
Cimentatosi
anche nella narrativa, ha pubblicato
racconti e, nel 2006, “Renato e
i giacobini”, un libro nel quale, per dirla con Giorgio Bārberi Squarotti, “la vicenda di molti anni della
nostra vita č sapientemente e
originalmente raccontata nella forma dell’antiromanzo, con ironia, con
distacco, ma anche con molta passione e nostalgia”.
In questi
ultimi anni, per il suo crescente interesse per la storia della cultura
pugliese del ‘900, ha inoltre pubblicato monografie sulla poesia in
Terra di Bari, sulla cultura del ‘900 a Trani,
sul pittore Ivo Scaringi, sul grande
tipografo-editore Valdemaro
Vecchi, e sui fratelli Pāstina e la libertā di stampa nel Regno del Sud.
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