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DOMENICO DI PALO

DOUBLE FACE
Rime d’amore e disamore

Prefazione di Gaetano Bucci

F.to 14x21, pp. 40, Euro 6,00
(Ed. 03/2009) Cod. ISBN 978-88-6273-158-4

 

IL TESTO E L’AUTORE

  Mimė di Palo ha cominciato molti anni fa a fare poesia attraverso “ri-creazioni” ardite, colte, “di-vertenti”. Un po’ per fare il verso ai grandi del passato - specie ai classici -, un po’ perché i temi della loro poesia non possono, come si diceva, che essere continuamente “ri-percorsi” e “ri-novati”. A proposito non possiamo non ricordare le raccolte “Sotto coperta” del 1997 e “Avanti ma…”  del 2001, anch’esse, in parte a loro modo, ascrivibili alla categoria della poesia “ri-visitazione”, alla poesia del “ri-cominciamento”.
  Adesso, grazie a Mimė di Palo, ritroviamo due grandi temi: la donna e l’amore. Ecco i due pilastri della poesia italiana degli inizi, specie del “dolce stil novo”, che conservano tutto il loro antico fascino. Che ancora si presentano con immutata freschezza.
  Mimė di Palo poeta finissimo, che ad essi č rimasto sensibile per tutta la vita, ce li ripropone oggi, avendo anche l’astuzia di assumerli “da” gli originali. Cosė accogliamo come un vero dono questo “Double-face”, breve raccolta di sonetti d’amore “da Guido Cavalcanti”, “da Francesco Petrarca” e “da Torquato Accetto” a cui si aggiungono altri componimenti svolti “variando e svariando” sul tema, ma sempre con gusto costruttivo, competenza linguistica e umor caustico.
                                                                    dalla prefazione di Gaetano Bucci

  Giā professore di italiano e latino nei licei, DOMENICO DI PALO č nato a Trani, dove  vive e svolge la sua attivitā letteraria.
  
A lungo impegnato come pubblicista, nel 1978 ha fondato, e quindi diretto per tredici anni, “Singolare/Plurale”, un periodico di critica e costume che, interamente autofinanziato, nella Puglia degli anni Ottanta č stato un importante strumento di battaglie politiche e di riflessione letteraria.
  
Scrive poesie da cinquanta anni ed ha pubblicato varie raccolte che, ormai decisamente orientate verso esiti satirici,, sono state bene accolte dalla critica.
  
Cimentatosi anche nella narrativa, ha  pubblicato racconti  e, nel 2006, “Renato e i giacobini”, un libro nel quale, per dirla con Giorgio Bārberi Squarotti,  “la vicenda di molti anni della nostra vita č sapientemente  e originalmente raccontata nella forma dell’antiromanzo, con ironia, con distacco, ma anche con molta passione e nostalgia”.
  
In questi ultimi anni, per il suo crescente interesse per la storia della cultura pugliese del ‘900, ha inoltre pubblicato monografie sulla poesia in Terra di Bari, sulla cultura del ‘900 a Trani, sul pittore Ivo Scaringi, sul grande tipografo-editore  Valdemaro Vecchi,  e sui fratelli Pāstina e la libertā di stampa nel Regno del Sud.