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Antonia Pozzi
Poesie 1933-1938

Le Madri-Montagne
a cura di Carla Glori

F.to 16x23 pp. 280, Euro 15,00
(Ed. 07/2009) Cod. ISBN 978-88-6273-186-7

 

IL TESTO

  Vittima sacrificale o ribelle mai doma, eroina romantica o femminista ante litteram, vestale mistica o passionale trasgressiva… Molto si è scritto e detto su Antonia Pozzi, molto resta ancora da scrivere sulla sua poesia.
  
Le Madri-Montagne (sessantaquattro poesie di Antonia Pozzi, con prefazione a cura di Carla Glori), delinea una visione organica che abbraccia la poliedrica complessità dell’Opera pozziana, e nel ripercorrere, con riferimenti puntuali ai testi poetici e agli scritti autoriali, il lavoro della poetessa, ricostruisce i tratti di una figura femminile singolare ed emblematica, di una intellettuale critica nel periodo fascista tra le due guerre, consegnandoci un profilo di donna attuale e antica, dai molti volti e con un destino misterioso.
  Nella sua prefazione, Carla Glori affronta la poliedrica complessità dell’Opera di Antonia Pozzi e mira a restituirne una visione unitaria, restando fedele alla scelta metodologica di anteporre la poesia e gli scritti autoriali ad ogni altra testimonianza sulle vicende biografiche, e di aderire costantemente, con riferimenti puntuali e rigorosi, ai testi. Nel fare ciò, opera un rovesciamento rispetto alla predominante e consolidata tendenza interpretativa della poesia pozziana, per la quale le poesie, in ultima istanza,’testimoniano’, in una riflessione pressoché speculare, delle personali vicende, private e sentimentali, della poetessa: è un ‘rovesciamento critico’ supportato dalla approfondita analisi di alcuni testi poetici, e che perviene ad aprire a linee di lettura innovative, che svelano in Pozzi un sotteso disegno visionario, volto ad abbracciare ed esaltare il potenziale generativo e creativo del femminile e del materno, la sua  repressa carica di liberazione ( come esemplarmente si evince dall’ analisi dei testi poetici Voce di donna e Le montagne).
  Il libro ( sulla base della lettura critica in progress) mette a fuoco e svolge intrinseche prospettive di nuova cultura per la liberazione della donna, e pone in luce  come - poco più che ventenne e nel clima repressivo e totalitario dell’epoca fascista - la Pozzi andasse esplorando un nucleo emergente di pensiero, una sorta di arcana matrice filosofale generativa di intuizioni, visioni e temi filosofici inerenti ‘il femminile’, enucleandoli dall’inconscio e illuminandoli nel profondo dell’aura enigmatica della sua arte. E’ una figura di artista e di donna - quella che alfine emerge dalla lettura critica di Carla Glori – indefinitamente complessa e vitale, poliedrica e sfuggente più di quanto le documentate e consolidate acquisizioni conoscitive sulla persona e la sua poesia lascino immaginare…
  La trama eclettica e problematica de Le Madri-Montagne  – che si dipana in plurime direzioni, addentrandosi per ‘sentieri interrotti’ – insegue e disegna su piani multidimensionali lo sfuggente e sfaccettato  immaginario della poetessa, delineando alfine entro la complessità dell’Opera tre dimensioni, tre vite poetiche parallele …
Ma né l’esplorazione del corpus delle poesie d’amore (del suo sognante immaginario erotico e della sofferta e sublime utopia amorosa ) nè la proiezione del suo viaggio nel ‘mondo ai margini’ delle periferie - in cui erra spaesata tra poveri tuguri accerchiati dalla minaccia della storia, in una odissea singolare che ne fa già ‘poeta globale’ ante litteram - e neppure la sapiente interpretazione ‘ermeneutica’ condotta sui  testi caratterizzati da rara potenza metafisica ( tra i quali, segnatamente,  Le montagne),  potranno  decifrare infine l’enigma della poesia pozziana e quello dei molti volti della poetessa e della donna…
  Un enigma che – per un gioco del destino - una catena inestricabile di eventi, ( la scarsità dei documenti pervenuti, la sparizione delle carte e di scritti originali, discordanti biografie, testimonianze frammentarie…), congiura a rendere impenetrabile ( nonostante aprioristiche spiegazioni e supposizioni, interpretazioni o illazioni  finora accampate…). Le Madri-Montagne rende alfine ad Antonia Pozzi, in tutta la sua pura e indefinita potenzialità, l’aura inviolata dell’enigma, quella stessa che avvolge e permea la sua Opera.